Sri Lanka – campione asiatico delle aree protette

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In Sri Lanka, lacrima del sub-continente, terra dalla terra rossa e il cielo blu, il paesaggio cambia da nord a sud come se si attraversassero mille paesi. Sentieri di terra rossa e fitta giungla si alternano a colline verde scuro dalle foglie dal colore intenso delle piante di tè mentre, lungo le coste di sabbia bianca battute dal vento, il colore del mare sfuma dal verde al blu scuro e si fonde con il cielo a 360°. Enormi rocce come cadute dal cielo costellano il paesaggio, quasi come se fossero capricci di divinità, lasciate cadere sulla terra per incoraggiare gli abitanti devoti a costruire nicchie e luoghi di culto in cima alle spettacolari formazioni rocciose che si specchiano nei numerosi bacini d’acqua. Quest’isola dal paesaggio ricco e diversificato è il paese asiatico con la maggiore superficie di aree protette per km² ed accoglie numerosi ecosistemi e migliaia di specie endemiche e migratorie.

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Lo Sri Lanka può vantarsi di essere un paese dall’ambiente naturale millenario che, nonostante la storia recente abbia messo a dura prova il rapporto tradizionale tra natura ed esseri umani, continua a mantenere un rapporto spirituale ed intimo con il mondo naturale. Abitato da appena duemila anni, il filo conduttore della sua amministrazione tradizionale è sempre stata la filosofia di vita del Gautama Buddha, compresa nella legislazione relativa alla gestione delle risorse naturali del paese. Fino al 1833 infatti, la società dello Sri Lanka era basata sulla proprietà collettiva e la conservazione della biodiversità prendeva in considerazione il rispetto di tutti gli esseri viventi, in quanto l’essere umano era considerato il guardiano, e non il proprietario, dell’ambiente naturale e delle sue risorse. Il nome, dal sanscrito श्री (śrī, “sacro”) e लंका (lankā, “isola”), indica l’identità spirituale di questa terra e lo Sri Lanka rimane il luogo dove alberi millenari, enormi rocce o angoli polverosi, qualsiasi oggetto o essere vivente può diventare oggetto di culto se venerato da qualcuno e se considerato espressione del divino.

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Il tradizionale rapporto armonioso tra uomo e ambiente è particolarmente evidente nell’antico sistema di approvvigionamento idrico, basato più sulla gestione dell’intero ecosistema che unicamente delle risorse idriche ad uso agricolo o civile. Un complesso sistema di bacini d’acqua e intricate reti di canali fu ideato a partire dal 300 A.C. per permettere la distribuzione di acqua nel paese, anche e soprattutto nelle zone più aride. Definiti dai primi colonizzatori portoghesi “tanques”, i bacini d’acqua sono uno degli elementi caratteristici del paesaggio e se ne contano oggi circa 30.000, la maggior parte costruiti tra il terzo e il dodicesimo secolo A.C. Grazie a un sistema di costruzione a cascata e delle valvole per facilitare la regolazione dell’acqua, i bacini permettevano di raccogliere l’acqua piovana e di ridistribuirla sul territorio ottimizzando l’acqua monsonica e riutilizzandola numerose volte. Non solo venivano considerati i bisogni della popolazione e degli agricoltori, ma anche le necessità degli altri abitanti dell’ecosistema, quali gli alberi, gli animali selvatici e gli uccelli. Ogni bacino aveva infatti una funzione precisa; il Gasgommanaera ad esempio ideato per raccogliere l’acqua che strabordava dal bacino principale e canalizzarla a favore degli alberi secolari della giungla circostante, mentre il Godawala era il nome specifico del bacino creato ad uso degli animali selvatici che vivevano in prossimità del villaggio. Quest’accorgimento permetteva agli animali di non soffrire la sete durante la stagione secca e agli esseri umani di tener lontani gli animali selvatici dalle proprie riserve idriche. Per lo stesso motivo, i contadini coltivavano i kurulu paluwa, piccole porzioni al fondo delle risaie riservate agli uccelli. Per quanto possa sorprendere, i confini venivano rispettati e gli animali non si avventuravano nei bacini o nelle risaie destinate agli uomini, per un semplice motivo di assegnazione di territorio e convivenza armoniosa.

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Il rapporto armonico tra uomo e natura si è diluito con il tempo per via di una serie di eventi che hanno trasformato e sconvolto il suo paesaggio naturale. La lunga colonizzazione europea, prima portoghese, poi olandese e infine inglese fino all’indipendenza nel 1947, ha profondamente trasformato il paesaggio del paese e il rapporto degli abitanti con la natura,  convertendo distese di terreno coltivabile in piantagioni di tè, gomma, cocco e spezie. In seguito all’indipendenza, venne poi introdotta la “green revolution”, ovvero un programma per incoraggiare e diffondere l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti al fine di aumentare la produzione agricola e risolvere il problema della fame e della povertà. Disastrosa dal punto ambientale e responsabile della riduzione della biodiversità, dell’inquinamento di terreni e corsi d’acqua, quest’iniziativa ha inoltre ulteriormente impoverito gli agricoltori, intrappolati nel circolo vizioso di acquisto delle nuove semenze ad alta produttività ed alto costo. A partire dagli anni ’80, il paese è stato poi coinvolto in una drammatica guerra civile tra l’esercito e i militanti Tigri Tamil. Questo conflitto, durato oltre 25 anni, oltre a mietere molte vittime, ha lasciato in eredità mine anti-uomo, distruzione e deforestazione di grandi porzioni di territorio e decimazione di specie animali commestibili, soprattutto cervi, lepri, varani e maiali selvatici. Lo tsunami del dicembre 2004 ha causato un ulteriore disastro ambientale, scaricando sulle sue coste la spazzatura prodotta nell’ultimo secolo, detriti mischiati a poltiglia tossica e inondando i terreni agricoli di miliardi di litri di acqua salata. A questa serie di eventi naturali e di forza maggiore, si sono poi aggiunte politiche ambientali non sempre focalizzate sulla conservazione della biodiversità quanto sul benessere economico, spesso considerando le foreste dei depositi di legname piuttosto che dei preziosi ecosistemi.

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Nonostante la storia recente, lo Sri Lanka rimane un hotspot della biodiversità ed è attualmente in procinto di recuperare l’antico rapporto con la natura tramite numerosi progetti di riabilitazione del paesaggio naturale. Nel paese si contano oltre 500 riserve naturali e, compresi i parchi nazionali, i corridoi direzionali per gli elefanti e i santuari della biodiversità, si stima che circa il 26% del territorio sia area protetta. Lo Sri Lanka è uno dei pochi luoghi al mondo dove è possibile osservare il leopardo e l’elefante asiatico allo stato brado e ogni anno diventa la meta di passaggio anche delle enormi balene blu e dei capodogli, che durante l’inverno europeo sfiorano la costa con i loro corpi mastodontici nella periodica migrazione attraverso l’oceano. Il sistema di irrigazione tradizionale è oggi solo parzialmente utilizzato, ma rimangono i bacini, oasi di freschezza e di vita nelle larghe distese delle zone aride del paese. I laghi artificiali ospitano migliaia di specie animali e vegetali e sono un’ottima postazione per osservare l’incredibile varietà ornitologica del paese composta da oltre 400 specie tra cui cormorani, martin pescatori, garzette, aironi, pellicani, ibis, marzaiole, tantali variopinti e molti altri.

Similar to the crested serpent eagle, the crested eagle is recognizable by the bright coloured breast and brown upper parts. Juveniles change colour as they grow and they typically display a lighter colour of plumage than adults, which plumage can assume all shades of dark grey. Their call is similar to a klee, klek sound in adults, while juveniles sound more like ki ki ki ki ki.

Crested eagle- Their call is similar to a klee, klek sound in adults, while juveniles sound more like ki ki ki ki ki.

Si diffondono sistemi di agricoltura rigenerativa e agricoltura biologica, progetti agro-forestali perenni in policultura e centri di educazione alla sostenibilità. Un valido esempio in questo ambito è Belipola; creato da Ranil Senanayake, ecologo riconosciuto internazionalmente, questo progetto applica pratiche di selvicoltura all’avanguardia nel rispetto di un sistema olistico in cui l’uomo è parte della natura e responsabile della sua conservazione. Progetto di riforestazione e di educazione alla sostenibilità, Belipola accoglie visitatori stranieri intenzionati ad imparare o condividere pratiche di selvicoltura sostenibile, gestione integrata dei bacini idrografici e progettazione forestale. Non mancano poi interessanti esempi di eco-turismo; degno di nota è la Mudhouse, proprietà costruita interamente in fango e materiali naturali e progetto di sostenibilità ad ampio raggio vicino ad Anamaduwa dove 50 ettari di terreno sono stati convertiti in una riserva naturale privata e centinaia di specie vivono indisturbate.

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Siamo forse lontani dall’antico rapporto che il paese aveva con la natura, ma vi sono le basi e la cultura per procedere alla riabilitazione del paesaggio naturale in modo che le generazioni future di esseri viventi possano godere in modo sostenibile delle risorse e delle meraviglie naturali di questo paese, in passato conosciuto come “la terra del latte e del miele” e ancora tesoro di biodiversità.

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Piedi – Feet

5 dita, un dorso, un arco e un tallone che racchiudono l’intero corpo umano.

I piedi, i miei, posano per una foto.

Post in continuo aggiornamento….

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Let’s go -

 

5 toes, a ball, a back and a heel encompassing the whole human body.

Feet, my feet, pose for a picture.

Post to be continued….

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Chilling in the jungle, Anamaduwa District, Sri Lanka

Manzo watching, Arugam Bay, Sri Lanka

Manzo watching, Arugam Bay, Sri Lanka

Baby monitor lizard - The Mudhouse, Anamaduwa, Sri Lanka

Baby monitor lizard – The Mudhouse, Anamaduwa, Sri Lanka

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View on Paramakanda Temple – Sri Lanka

Rubber plantation - Luam Nhamta, Laos

Rubber plantation – Luam Nhamta, Laos

Kampot riverside - Cambodia

Kampot riverside – Cambodia

Specchiati a Torino - Italy

Specchiati a Torino – Italy

Golden rock - Koh Panghan

Golden rock – Koh Panghan

Tips and Toes - Phnon Penh, Cambodia

Tips and Toes – Phnon Penh, Cambodia

 

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Wilpattu National Park

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Riaperto nel 2003 dopo 18 anni di chiusura al pubblico per via della guerra civile, il Parco Nazionale di Wilpattu e’ uno dei più antichi dello Sri Lanka e uno dei più ricchi in biodiversita’, nonche’ uno degli ultimi luoghi al mondo dove e’ possibile osservare il leopardo allo stato brado. I mesi migliori per visitarlo sono da ottobre ad aprile, quando i bacini d’acqua sono popolati dalle centinaia di uccelli migratori che svernano nel sub-continente.

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Non lontano dal sito archeologico di Anuradhapura, ma fuori dai classici itinerari turistici, a Wilpattu avrete più possibilità di avvistare animali che di imbattervi in jeep piene di turisti.

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Mostly nocturnal and jungle dweller, the Asian elephant is Asia's largest terrestrial animal and the subspecies E. m. maximus of Sri Lanka is the largest of the Asian elephant subspecies. It can weight up to 3,000 kg and reach 1,2 mt of height.Once distributed all over the country, the Asian elephant can now be found only in the mid-hills and in the dry lowlands. Asian elephants are vegetarian and they can consume up to 150kg  of vegetable matter in a day.

Mostly nocturnal and jungle dweller, the Asian elephant is Asia’s largest terrestrial animal and the subspecies E. m. maximus of Sri Lanka is the largest of the Asian elephant subspecies. It can weight up to 3,000 kg and reach 1,2 mt of height.Once distributed all over the country, the Asian elephant can now be found only in the mid-hills and in the dry lowlands. Asian elephants are vegetarian and they can consume up to 150kg of vegetable matter in a day. 

Similar to the crested serpent eagle, the crested eagle is recognizable by the bright coloured breast and brown upper parts. Juveniles change colour as they grow and they typically display a lighter colour of plumage than adults, which plumage can assume all shades of dark grey. Their call is similar to a klee, klek sound in adults, while juveniles sound more like ki ki ki ki ki.

Similar to the crested serpent eagle, the crested eagle (Spizateus cirrhatus) is recognizable by the bright coloured breast and brown upper parts. Juveniles change colour as they grow and they typically display a lighter colour of plumage than adults, which plumage can assume all shades of dark grey. Their call is similar to a klee, klek sound in adults, while juveniles sound more like ki ki ki ki ki.

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Peacock running at sunset. – Peacocks are one of the most famous animals of Sri Lanka, where they can often be spotted on trees taking a rest with a view.

The sloth bear is not easy to spot on a safari, as it is a mainly nocturnal animal who feeds on ants, termites and fruit.

The sloth bear (Melursus ursinus) is not easy to spot on a safari, as it is a mainly nocturnal animal who feeds on ants, termites and fruit.

 

 

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Astrazione ovvero Odore di Donna

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L’occhio di Sekai vede teste bianche, fili biondi e mani lisce, pentole che bollono sul fuoco e figure muoversi lentamente, con metodo e con precisione tra la cucina e la sala da pranzo. L’orecchio di Sekai è immerso in una lingua ostica e nordica, quella che non è mai riuscita ad imparare bene, quella che non si sposa con il suo aspetto, con il suo palato o con le sue voglie; la lingua riflette i modi e di colpo fa freddo, di colpo gli alberi hanno le foglie gialle, di colpo mangiare all’aperto non è più’ un lusso ma una condanna. L’atmosfera è famigliare, la pressione energetica e relazionale pesante.

Sekai si sveglia ogni mattina e cerca nelle piccole cose quello che le può strappare un sorriso, dicendosi che non le vuole le rughe con le punte all’ingiù. Ora pero’, il sorriso pesa su Sekai come un macigno ed è impossibile mantenerlo aperto e raggiante. Banalmente si spiegherebbe per divergenza di cultura, per incomprensioni di comportamenti e aspettative, ma Sekai sa che c’è di più. Sa che non riesce a sorridere perché in casa si è insinuato un’odore pesante di donna che non è il suo.

Cerca la complicità di Meshak, suo figlio, per la sua estraneità a questa lingua dura e quest’atmosfera semi-formale a cui sa che anche lui è un po’ allergico. Lo fa d’istinto. D’istinto lo cerca con gli occhi. Per un attimo lo trova, ma poi, guardando bene, scrutando in quegli occhi scurissimi che conosce tanto bene, vede la lente. Vede la lente con cui lui sta osservando la scena, come guarda Martha nei suoi movimenti languidi in abiti stinti e sformati; non sono i ragionamenti intellettuali e i discorsi impegnati a rapire il ragazzo, i suoi pensieri e sensazioni sono semplicemente offuscati dalla lente del testosterone. Meshak ha il naso per aria come Tajiri, l’uomo che ha sposato e per cui si è trasferita in questo paese. Entrambi gli uomini, uno giovane e facilmente emozionabile, l’altro razionale e sicuro di sé, hanno il naso per aria e non sentono altro che l’odore emanato da Martha ad ognuno dei suoi movimenti lenti e svogliati. La sigaretta in bocca e lo sguardo vivo, Martha scuote i capelli biondi e si dilunga in un commento complesso, i due la guardano e annuiscono, Sekai si alza a testa bassa, striscia verso la cucina e si impone di non chiedersi, di non farsi domande.

Sekai non ha complice. Persino Meshak l’ha tradita, crescendo, si è schierato dall’altra parte senza neanche rendersene conto. Aveva bisogno di questo?

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Sekai si ritrova da sola e tira quindi fuori i suoi occhiali, uno degli oggetti immaginari più utili che si porta dietro da quando era piccola. Sono gli occhiali che le fanno vedere quello che vuole, sono gli occhiali che le fanno apparire scene amiche e di conforto nei momenti difficili, ma sono anche occhiali che le permettono di stendere spessi strati di ironia e cinismo su scene tristi ed immobili.

Quando Sekai mette gli occhiali, “vede”.

Spesso, si vede camminare per strada con addosso dei comodi, aderenti ed attillati stivali alti fino al ginocchio. “Mi tengono stabile, sono comodi e so che mi porteranno dovunque vorrò andare ed oltre.” si dice. Sotto le suole degli stivali spuntano delle radici. Radici che si porta da sempre, abituata a muoversi, radici che le danno la sicurezza di avere sempre i piedi nella terra in cui è cresciuta, nonostante gli spostamenti. Le radici non hanno mai disturbato la sua falcata. Sekai sente che le radici ci sono, danno gravita’ e sicurezza e solo lei le può vedere quando si guarda i piedi.

Alle scapole, invece, sono ormai spuntate da tempo due ali. Sono cresciute e diventate piccole agili alette bianco piumate. Leggere e comode da portare, le danno la sicurezza di poter spiccare il volo per andare dove le pare. 

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Da qualche giorno, quando si mette gli occhiali nei momenti di sconforto, oltre ad ali e stivali si immagina di indossare anche una collana.

Sekai ora sorride quando la sente pesare sul collo.

Sente il peso della collana che le copre il petto, proteggendo il suo interno da ogni attacco e ornando il suo corpo dei suoi successi. Ogni ciondolo della collana rappresenta una vittoria, una piccola soddisfazione, un nodo risolto che l’ha resa quello che lei è adesso.

Un diamante fa parte della collana “dei nodi risolti”. Il diamante è il ciondolo centrale e il più pesante e prezioso. Sekai ha notato che il diamante brilla di più nei passeggeri momenti di scoraggiamento. Quando periodicamente il dubbio la fa contorcere, quando la gelosia o l’ansia vengono a bussarle alla porta, ecco che il diamante si ingrandisce e brilla, facendole notare lo splendore e inestimabile preziosità della consapevolezza acquisita e delle tappe raggiunte.

Indossa la collana con la mente anche quella sera, ma al confermare la sua impotenza nei confronti di questa donna, che sciorina una frase dopo l’altra e non si cruccia di alzare un dito per dare una mano in cucina, e all’insistenza di Tajiri che la vuole presente per poter poi rimproverarla del suo silenzio quando saranno da soli, la collana pesa come un macigno, il diamante è piccolo e inerte.

Di colpo pero’, Sekai sente che il diamante pulsa, lo sente vivo. Più si concentra sul diamante, più il diamante cresce e si ingrandisce ad ogni respiro. L’impatto è troppo forte e le manca il fiato, lacrime agli occhi e ha bisogno di sedersi prima di ritornare a tavola in terrazza. Si siede qualche minuto per riprendersi, concentrandosi sul diamante splendente e sugli altri ciondoli e nodi della collana.

Fa un profondo respiro alzandosi ed esce a prendere un po’ d’aria.

Courtesy of S. De Keef

Courtesy of S. De Keef

La luna è piena e alta e la chiama a gran voce. Sente le vibrazioni nella pancia, al basso ventre.

La luna chiama la donna che lei è e le dice di ascoltarsi.

Sekai risponde alla luna, la voce le esce senza che se ne renda conto e si confida.

Lame mi attraversano il ventre da ogni lato,

lacerandomi di dolore.

Ma ne escono petali di rosa rossi, intonsi.”

Chiude gli occhi un attimo e si da’ forza, raddrizza a fatica le spalle e torna in casa. Torna a cena e nota con piacere che la collana è sempre , bella e maestosa, le orna il petto come se fosse la regina di Saba.

La tavola è sparita e vede turbanti colorati e forti pacche sulla spalla date da pesanti mani nere come il carbone. Vede denti brillare nel buio e nota che molti dei presenti hanno gli incisivi separati come lei. Sente ritmica di percussioni e risate argentine al posto di monologhi complessi e, quando manzo e patate vengono portati in tavola, ecco che Sekai vede Mamma Africa riempirla di platani fritti all’aroma di noci, miele, uvetta e peperoncino. Si guarda ed è a gambe incrociate, seduta per terra e non a un tavolo con piatti e posate.

Dopo la cena si ritrova in cucina a lavare i piatti e a ballare e non è lei, ma un tornado interiore a muovere la danza. Il respiro è profondo, la casa finalmente vuota, sono tutti usciti a “bere qualcosa”.

Balla e nota di non avere addosso né ali né stivali, ma solo la collana, solo ciò che di bello è riuscita a costruire, a snodare e a rendere solo suo. Brilla il diamante e cadono i confronti, le incomprensioni sfumano e le tenaglie che le stringevano lo stomaco allentano la presa. Respira profondamente e il diamante comincia a scaldarsi, sprigionando un aroma forte e speziato che in un attimo riempie la stanza. L’odore è profumo, sono chiodi di garofano, miele e cannella, è chiaramente il suo odore di femmina. Il diamante pulsa ed è bollente, scie di profumo inondano gli spazi della casa, uno dopo l’altro.

Courtesy of R. Owen

Courtesy of R. Owen

Sekai è come in trance quando ad occhi chiusi comincia lentamente a camminare per le stanze, sfiorando mobili e tende, oggetti e vestiti come se li stesse rivestendo di una patina fatata. Accarezza le pareti e parla alle fotografie, sussurra dolci parole e rivanga piacevoli ricordi in ogni centimetro.

L’odore è talmente forte che a Sekai gira la testa. Si sdraia sul letto e lentamente si sveste. A ogni gesto, una zaffata la colpisce in piena faccia come un ceffone e Sekai si sente svenire. Non è nauseata, ma colma. Assetata da quest’odore, fa grandi respiri e si riempie i polmoni, inebriata e soddisfatta. Piano piano si rilassa, il territorio purificato e nuovamente marcato, si puo’ addormentare, la collana splendente intorno al collo.

P.Obtusa

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Subwing, the ultimate watertoy to try in the Gilis!

Courtesy of Subwing Gili

Courtesy of Subwing Gili

There is a new watertoy in the Gilis, a brand new board that allows you to fly under the water, do acrobatics and observing the coral reef at the same time. Basically, you can enjoy a fast forward 4D underwater movie while lazily been dragged by a boat at speed or deep diving with the thrill of fast underwater motion. I am talking about the Subwing, a light and compact water board that I discovered during my stay in Gili Air. I have always dreamt to reborn as a manta ray and the Subwing fulfilled my wish!

Aux îles Gilis il y a un nouveaux jouet aquatique, une planche qui permet de voler sous l’eau, faire des acrobaties et observer, en même temps,  le récif corallien. On peut profiter d’un film sous-marin à 4D alors qu’on se fait trainer par un bateau à toute vitesse sans se fatiguer, mais aussi plonger en profondeur tout en éprouvant la sensation de bouger rapidement sous l’eau. C’est le Subwing, une planche aquatique légère et compacte que j’ai découvert pendant mon séjour à Gili Air. J’ai toujours rêvé de renaître en raie et Subwing a satisfait mon désir!

Not many have tried the Subwing in the Gilis, as it has just be introduced as a new water activity on the islands. I enjoy water sports and I approached the watersport shop in Gili Air looking for suggestions. I was immediately intrigued by the Subwing, a board with a cool and simple design made of two separate wings connected in a rotatable swivel. The board is attached to the boat using a waterski rope and it works in a very intuitive way. You jump in the water, you grab the board with your both hands and you can easily control it in both directions by tilting the wings in different angles. You press down, you go down, you press up, you go up. By tilting the wings in opposite directions, you can even spin in a roll. Although it is very straightforward to handle and I am a good swimmer, I still listened carefully to the instructor and agreed on a communication system. Thumb up means faster, thumb down means slower and an open hand conveys I want the boat to stop. Easy!

Ils ne sont pas nombreux ceux qui ont essayé le Subwing aux Gilis, étant donné que ce sport aquatique vient d’être introduit dans les îles. J’aime bien les sports aquatiques et je me suis don rendue au centre Watersports pour plus d’informations. Le SUBWING m’intrigua immédiatement. Il s’agit d’une planche qui a une conception simple mais élégante et composée de deux ailes indépendantes connectées par un support pivotant rotatif. La planche est attachée à un bateau avec une corde pour le ski nautique et l’utilisation est intuitive. On saute dans l’eau et on attrape la planche avec les deux mains. On la manoeuvre facilement dans les deux directions en inclinant les ailes dans des angles différents. On presse vers le bas, on va en bas. On presse vers le haut, on va en haut. Si on presse les ailes vers des directions opposées, on peut tourner en rond. Même si elle est facile à manoeuvrer et je sais bien nager, j’ai quand-même écouté le moniteur attentivement et on s’est mis d’accord sur un système de communication. Pouce vers le haut signifie que je veux accélérer; pouce vers le bas, que je veux ralentir ; la main ouverte, que je veux que le bateau s’arrête. Facile! 

After the briefing I put on my mask and I am ready to go. Not even five minutes in the water and my undies are down to my ankles and my top has become a sexy belt around my naked body. I don’t think the fish will mind, but I hope the unwary divers will not notice a white body passing at high speed. Well, I think, I may be mistaken for a rare species of manta ray! Beside this minor inconvenience (do not wear a bikini when you try the Subwing!) the experience was very cool. I just had to be careful with the speed, as the board can go to great depths if released and it can hit the corals. I even tried to grab the grip between the wings with one hand and equalized my ear pressure. It allowed me to go much deeper, though less than 2.5 metres, which is the maximum advised to experienced swimmers. Nevertheless, I felt as if I was deep diving, with the sound of the ocean keeping me company and finally swimming as fast as the fish. A strange but pleasant feeling that encourages me to repeat the experience!

Whether you are a lazy snorkeller or an intrepid deep diver who loves speed or you simply want to feel like a dolphin or a manta ray, the Subwing is the watertoy to try! 

Après le briefing, je mets mon masque et je suis prête pour essayer. Rien que cinq minutes après, la culotte de mon bikini est autour de mes chevilles et le soutien-gorge est devenu une ceinture sexy autour de mon corps nu. Je ne crois pas que les poissons en seront dérangés, mais j’espère que les plongeurs de passage ne vont pas remarquer mon corps blanc qui passe à toute allure. Bon, je me dis, on va peut être me prendre pour une espèce rare de raie. Malgré cet petit inconvénient (ne portez pas de bikini quand vous essayez le Subwing), l’expérience était très cool. J’ai simplement du faire attention à la vitesse, parce que si on laisse la prise, la planche peut aller très en profondeur et heurter les coraux. J’ai même essayé d’attraper la manche entre les ailes d’une seule main pour égaliser la pression dans mes oreilles. Cela m’a permis d’aller beaucoup plus bas, quoique moins que 2,5 mètres, ce qui est le maximum conseillé aux nageurs expérimentés. Cependant, j’avais l’impression de faire de l’apnée ; le bruit de l’océan me faisant compagnie et finalement j’ai pu nager à la même vitesse que les poissons. Cette sensation, bizarre mais agréable, m’encourage à répéter l’expérience !

Que vous soyez un snorkeleur fainéant, un plongeur en apnée intrépide qui aime la vélocité ou si vous voulez simplement vous sentir comme un dauphin ou une raie, le Subwing et le jouet aquatique à essayer! 

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Courtesy of Subwing Gili

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Le bambou – La plante miraculeuse – Résistante, à feuilles persistantes et à croissance rapide

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Il n’est pas surprenant que le bambou soit une plante appréciée dans le monde entier. Traditionnellement utilisé comme matériau de construction aussi bien que comme plante médicinale en Asie et en Amérique, le bambou est récemment devenu populaire en raison de son aspect écologique. C’est en effet un substitut idéal au bois de la foret primaire, dans la mesure sa croissance est rapide et il peut prendre racine dans tout type de sol et s’adapter à différentes conditions climatiques. L’ensemble de ces facteurs fait de lui le matériau durable et écologique par excellence. De la construction à l’alimentation, en passant par l’industrie textile et les remèdes naturels, le bambou est une plante durable dont le spectre d’utilisation est des plus larges.

Le bambou a d’innombrables qualités ; il pousse rapidement, il est résistant, flexible, et même comestible ; c’est ainsi qu’il abrite, guérit et nourrit les êtres vivants depuis des millénaires. Il s’agit d’une des plante ligneuse les plus résistantes et variées de la planète et on en compte plus de 1,500 espèces répandues sur tous les continents. Son rythme de croissance est exceptionnel, jusqu’à 1 mètre par jour pour certaines espèces! Dans de nombreuses sociétés, cette plante a acquis au fil du temps une valeur pratique, spirituelle et économique. Dans le sud-est de l’Asie, le bambou est partie intégrante de la culture traditionnelle et ses propriétés médicales ont été exploitées pour traiter une variété de maladies, y compris l’asthme et la fertilité. Aujourd’hui, le bambou joue un rôle écologique très important contre la déforestation et l’érosion du sol. En fait, cette plante est de plus en plus considérée une option durable au bois de la foret primaire.

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Les merveilles botaniques du bambou

Le bambou est une plante qui pousse en moyenne 5-10 cm par jour et atteint la maturité en moins de quatre ans. Certaines espèces peuvent pousser jusqu’à 90cm par jour ! Quoiqu’il soit souvent pris pour un arbre, en fait, du point de vue botanique, le bambou est une herbe. Les tiges poussent souterrain et elles branchent et fleurissent continuellement ; les touffes peuvent devenir très grandes et très denses et former des « forêts » de bambou. Il existe des milliers de variétés de bambou à toute latitude. La taille, la couleur et la forme dépendent d’une série de facteurs environnementaux, y compris la localisation, l’altitude, le climat ou le type de sol. La plus part des espèces sont originaires de l’Asie et des Amériques, mais on peut désormais en trouver dans le monde entier. Il existe même des espèces qui poussent dans les neiges de l’Himalaya à 3,000 mètres !

Bon pour l’environnement

L’ampleur de la déforestation de la foret naturelle est alarmant dans le monde entier. Le bambou s’avère donc jouer un rôle écologique très important, dans la mesure sa croissance rapide permet une production importante de matière première et le rend un matériau beaucoup plus durable que le bois de la foret naturelle. En fait, alors qu’il faut au moins dix ans pour qu’un arbre puisse être coupé, le bambou atteint sa maturité en moins de quatre ans et les cultures peuvent être récoltées annuellement. Le bambou est très résistant et tolère les fortes pluies et les orages. En étant une plante, il absorbe le dioxyde de carbon et produit de l’oxygène, en contribuant ainsi à la réduction des gaz à effet de serre. En outre, son réseau racinaire prévient les glissements de terre et l’érosion du sol parce qu’il stabilise le terrain dans les zones sismiques comme l’Indonésie.

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L’Indonésie et l’architecture en bambou

En Indonésie le bambou a toujours été utilisé comme matériau de construction pour les infrastructures telles que les ponts ou les échafaudages ainsi que pour les bateaux et les maisons. En outre, avant la diffusion du plastique, dans les villages tous les objets étaient en bambou, à partir des ustensiles de cuisine jusqu’aux outils de travail. Cependant, il a toujours été considéré un matériau pauvre, parce qu’il était facile à trouver, pas cher et utilisé par les couches inférieures de la société. Ce n’est que dans les trente dernières années que le bambou est redevenu populaire du point de vue architectural. En fait, il s’agit d’un matériau extrêmement flexible, il est facile à cultiver, facile à travailler et c’est un matériau“quatre saisons”, parce qu’il pousse tout au long de l’année. Le bambou a toujours été utilisé dans l’architecture vernaculaire locale. Regardez autour de vous et vous remarquerez que les maisons typiques aux Gilis n’ont pas seulement la structure en bambou mais, souvent, le sol aussi est fait de poteaux en bambou coupés en deux et les parois sont en Bedek, le nom local pour définir les feuilles de bambou tressées. À présent, l’architecture en bambou est à la mode et beaucoup de nouveaux bâtiments sont construits en ce matériau. Une exemple célèbre est la Green School, près d’Ubud à Bali. Cette école est presque entièrement construite en bambou et en matériaux naturels. Non seulement les structures principales des bâtiments sont en bambou, mais aussi les bureaux, les chaises et même les constructions dans le terrain de jeu!

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Demandons à l’expert !

« Tout le monde aime les maisons en bambou et en matériaux naturels et ceci non seulement en raison de leur beauté et de leur simplicité. En fait, ces matériaux permettent une circulation d’oxygène majeure dans le bâtiment, ce qui est bon pour le cerveau ! De plus, les matériaux naturels sont plus faciles à gérer et ils rendent plus actifs, un peu comme le jardinage. Comme le jardinage approche à la nature, prendre soin des matériaux naturels qui composent l’environnement où l’on vit rend plus heureux, plus sain, plus satisfait et moins pollué. Ce type d’architecture ne dure pas longtemps, au contraire du béton. Mais il n’y a aucun souci, il faut juste s’adapter. J’aime en particulier le bambou, on cultive davantage, on construit davantage et on devient plus créatif sans nuire l’environnement. Amir Rabik, architecte indonésien et co-fondateur de la Environmental Bamboo Foundation.

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Le bambou dans la culture, la médecine et l’alimentation asiatique

En raison de ses qualités infinies, le bambou est surnommé “la plante miraculeuse”. En Asie, les cultures locales ont été explorées et utilisées ses nombreuses qualités médicales pendant des siècles. La médecine traditionnelle ayurvédique et chinoise utilisent beaucoup le bambou; les racines d’une espèce de bambou noir est utilisée pour traiter l’asthme et l’on utilise certaines feuilles pour traiter des types de cancer. La recherche moderne a confirmé le potentiel du bambou pour le traitement de nombreuses maladies. Culturellement, cette plante est associée avec la flexibilité et la résistance et elle est utilisée pour les cérémonies religieuses et culturelles traditionnelles. En outre, le bambou est une plante comestible. Les pandas géants se nourrissent exclusivement de bambou et les pousses de bambou sont consommées dans les salades et dans les soupes. L’on emploie le bambou dans l’industrie textiles aussi. Le tissu en fibres de bambou permet à la peau de respirer et il est complètement biodégradable. En Chine, l’on utilise le bambou depuis des siècles pour produire la pâte à papier. Finalement, le bambou est beaucoup utilisé en tant que plante ornementale.

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Savoir traditionnel

Aux Gilis et dans les îles indonésiennes, avant d’ être utilisé pour la construction le bambou est traité naturellement. La méthode traditionnelle consiste en tremper le bambou dans l’eau salée pendant quelques jours pour le protéger des attaques des termites et d’autres insectes.

Le saviez-vous?

Thomas Edison utilisa des filaments de bambou carbonisés pour tester sa première ampoule électrique. Aujourd’hui, cette ampoule est encore fonctionnante et elle se trouve au Musee Smithsonian à Washington.

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Bamboo – The miracle plant! Enduring evergreen and fast-growing

It is no wonder that bamboo is a plant valued worldwide. Traditionally used in Asia and in the Americas as a building material as well as a medical plant, it has recently gained popularity because of its environmental role. In fact, bamboo is a fast-growing plant that grows everywhere and adapts to any climate, this is why it is increasingly valued as an excellent substitute to rainforest wood and as the ideal renewable eco-friendly material. From houses to food and clothes until natural medical remedies, bamboo is an enduring plant that can be used for almost anything!

Bamboo has unquantifiable qualities. Fast-growing, resistant, flexible and even edible, bamboo has been sheltering, healing and feeding living beings for thousands of years. It is the one of the strongest woody plant on the planet and it is extremely diverse, with over 1,500 species distributed on every continent. It is also one of the fastest growing: some species can grow almost 1 meter per day. With time, this plant has gained a practical, spiritual and economic value among human societies. In Southeast Asia, bamboo is integrated in traditional culture and its medical properties have been used to treat a variety of diseases, among which asthma and fertility. Today bamboo plays an important environmental role against deforestation and soil erosion. In fact, this plant is more and more considered a sustainable alternative to rainforest wood. 

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The botanical wonders of bamboo

Bamboo is a fast-growing plant that grows on an average of 5-10 cm per day and can reach maturity in less than four years. Some species can grow up to 90 cm per day! Although often mistakenly considered a tree, bamboo is actually botanically classified as a grass. Its stem grows underground and it constantly sprouts and shoots, developing in bushes that can become so tall and dense to form bamboo “forests”. There are thousands of varieties of bamboo at any latitudes. Its size, colour and shape depend on a series of environmental factors, among which the location, the altitude, the climate or the type of soil. Most species are originally from Asia and America but it can now be found worldwide. There are even some species of bamboo that grow in the snow of the Himalaya at 3,000 metres! 

Good for the environment

Due to the alarming deforestation rate natural rainforests are experiencing worldwide, bamboo is proving to be playing a very important environmental role. The speed at which it grows allows it to be a much more sustainable material than rainforest wood, as it creates greater yields of raw material. In fact, while it takes minimum 10 years for sofwood to be harvested, bamboo produces crops annually and can be harvested in less than 4 years. Bamboo is very resistant and tolerates strong rains and storms. Being a plant, it absorbs carbon dioxide and produces oxygen, thus contributing to the reduction of greenhouse gases. In addition, its wide-spread root system creates a sort of underground network, which prevents slides and soil erosion because it stabilises the soil in areas prone to earthquakes such as Indonesia. 

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Indonesia and bamboo architecture

In Indonesia bamboo has always been used as a building material for infrastructure such as bridges or scaffolds as well as for boats or for houses. In addition, before the diffusion of plastic, in the villages any item from kitchenware to working tools was made in bamboo. However, it has always been seen as a poor material, because it was easy to find, cheap and used by the lowest layer of society. It is only in the past thirty years that it has regained popularity for its amazing functional qualities from an architectural point of view. In fact, it is an extremely flexible material, it is easy to grow, easy to work with and it is a four season material, as it grows all year long. Local vernacular architecture has always made great use of bamboo. Look around you and you will notice that typical local houses in the Gilis not only have their structure poles made of bamboo, but often also the floor is made of bamboo poles cut in half and the walls are in Bedek, the local name to define sheets of woven bamboo. Nowadays, bamboo architecture is experiencing a new trend and many new buildings are made of this material. One famous example is the Green School near Ubud, Bali, a school complex almost entirely made in bamboo and natural materials. Not only the main structures of the buildings and the roofs are made in bamboo, but also the desks, chairs and even the playground! 

Ask the expert!

Everybody loves a house made in bamboo and natural materials and not only for their simplicity and their beauty. In fact, these materials allow more oxygen flow in the building, which is good for the brain! Moreover, natural materials are easier to cope with and they make you active like gardening. Exactly like gardening brings you closer to nature, taking care of the natural material that make up your living environment make you much happier, healthier, fulfilled and less polluted. This kind of architecture does not last long, unlike concrete. But there is no problem, just adapt to it. I particularly love bamboo, you grow more, you build more and more often and you become more creative without harming the environment.” Amir Rabik, Indonesian architect and co-founder of the Environmental Bamboo Foundation 

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Bamboo in Asian culture, medicine and food

Because of its incommensurate qualities, bamboo is nicknamed “the miracle plant”. Its many medical properties have been explored and implemented by local cultures throughout Asia for centuries. Ayurvedic and Chinese Traditional medicine make great use of bamboo; the roots of a species of black bamboo is used to treat asthma and some leaves have been reported being used to treat some types of cancer. Modern research have confirmed bamboo’ s potential in treating many diseases. Culturally, this plant is associated with flexibility and resistance and it is used in traditional religious and cultural ceremonies. In addition, Bamboo is an edible plant. It is the exclusive diet of giant pandas and bamboo shoots are eaten in salads and soups. Bamboo is also employed in the textile industry; bamboo fabric is breathable and totally biodegradable. In China, bamboo has been used for centuries to make paper paste and, last but not least, it is widely used as an ornamental plant! 

Traditional knowledge

In the Gilis and in Indonesian islands, bamboo is treated naturally before using it for construction. The traditional method consists in soaking the bamboo in salty water for a few days to protect it from the attacks of termites and other insects. 

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Did you know?

Thomas Edison used a carbonized bamboo filament to test his first light bulb. This light bulb still burns today in the Smithsonian Museum in Washington DC. 

 

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Gili Life – Pearl: precious, elegant, the perfect gift!

 

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You may have already noticed some jewelry sellers walking up and down Gili’s white beaches, loaded with shiny necklaces made of round and oval pearl-looking beads. Maybe, you have found yourself making skeptical remarks about the value and veracity of these pearls and the reliability of the beach sellers. Are these pearl real? Where do they come from? Forget about skepticism and relax, the pearls that you find on sale on Gili beaches all come from pearl-farms based in Lombok and can provide you with an excellent account of your holiday among your friends and family back home. Without stress and big bucks, you can finally make that special present to your mum and surprise your girlfriends with a unique and exotic present that will make them feel gorgeous.

Myth and Reality

People have always been fascinated by the shiny rounded bead found in some oyster shells. The rarity of the pearl and its delicate beauty yet robust nature have given rise to a series of myths and stories. Some believed pearls to be the tears of the gods, while the most romantic ones preferred to see them as the tears of mermaids abandoned by some brave and unfaithful sailor. Others thought them dewdrops filled with moonlight that fell into the ocean and were swallowed by oysters. The reality is perhaps less romantic, but equally fascinating. In fact, a pearl is a natural gem created by a living organism, namely a mollusc such as a mussel or an oyster. It is formed when an irritant such as a food particle or other foreign objects become trapped in the mollusk. The animal senses the object and coats it with layers of aragonite and conchiolin, which are the same substances the animal uses to build its shell. This composite material is called nacre or mother-of-pearl. Layer after layer of nacre build up to make a pearl.

Pearls in the Gilis –

Jewelry sold on Gilis’ beaches are made with pearls cultured in Lombok in freshwater and, to a lower extent, seawater farms.

By buying cultured pearls, not only will you support the local industry, but you will NOT contribute to the extinction of oysters. It is a fact that high demand of pearls has caused overfishing and over-exploitation of natural oysters, which are more and more rare.

Cultured vs natural pearls

Cultured pearls undergo the same process of natural pearls, except for the fact that the irritant is a surgically implanted bead or tiny piece of mother-of-pearl. Beside previous attempts, this method was officially invented and marketed in Japan in 1893 by Kokichi Mikimoto, who introduced a tiny bead of mother-of-pearl into an oyster and observed that the oyster would begin to cover it with nacre. Regardless of the method used, it takes several years to develop a pearl. To be implanted, oysters must be around 2-3 years of age and it takes another 2-3 years for the pearl to develop fully. Along the way, around 50% of molluscs die and only 5% of the pearls produced are good for the market. Top quality natural and cultured pearls are identical to the naked eye in terms of appearance and quality. Cultured pearls tend to have a larger core, but, for the rest, they share the same characteristics.

Saltwater vs freshwater pearls

Most pearls sold in Gili come from freshwater farms, but if you ask, you may find saltwater pearls too at a higher price. In fact, saltwater pearls are considered of higher quality, but freshwater pearls are also highly valued on the international market. Freshwater pearls tend to have an irregular shape, and they often look like a puffed grain of rice. This does not mean that they are less beautiful; in fact, each pearl has its own individual virtues that make it a unique gem.

Colour, shape and appearance

Precious and elegant, idolized and treasured yet simple, pearls are suitable to all ages and can be adapted to any design. But how to choose them? Generally, experts say that the deeper the glow, the more perfect the shape and surface of the pearls, the more valuable they are. Another important factor is the size. Bigger means more expensive, though the size of a pearl largely depend on the age of the oyster and the location of the culture. In the Gilis you will find pearls of an average size and in a variety of colours. The shades of natural colours depend on many factors such as the species of mollusc and its diet, the water temperature and pollution levels. In fact, for the moment there is no way to predict or control what colour pearls will be produced in any hatchery. Green pearls are fairly common, as well as pink and whitish. Black pearls are rarely jet black but most likely a deep shade of blue, dark grey or purple.

More info needed? - Ask the locals!

There are several organisations and websites that provide updated and reliable information about pearls and the pearl market such as the World Pearl organization (WPO), Cultured Pearl Association, Japan Pearl Promotion Society, and Australia’s Licensed Pearl Producers. Here at Gili Life, we think the most valuable and fresh information about local pearls come from who buys them directly from the farm, makes jewelry according to international tourists’ taste and carries them everyday along the Gilis’ beautiful sandy beach, namely the local sellers such as our friends Jamal, who sells in Gili Air and Budi, who sells in Gili Trawangan. By talking to them, we discovered important pieces of advice!

  • If the pearl is perfectly round and evenly coloured, it is a fake!
  • You can ask local sellers to make jewelry according to your own design. Just choose pearls and design and you’ll have your customized piece in a few days!
  • Prices range from 20,000 to 50,000 IDR for simple bracelets with 2/3 pearls; you can expect to pay around 100,000 for pearl earrings and between 200,000 and 450,000 for a full pearl necklace.

 

Words as gems

In Indonesian, proverbs are also known as “kata mutiara” (pearl words).

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Caveman – Event Horizon

Caveman

 

After two very appreciated powerful ep. Caveman is ready to present his first album, a collection of 9 tracks specially built to bring you to a music realm from where it is hard to return.

First aroused by the strong night sound, your feet and ears will soon be dragged to a point at which the pull of the music becomes so great as to make escape impossible. Delivered to and at the mercy of this dark energy channel, you will be surprised to find relieving rays of light glowing along the path. Sparkles of day melodies springing from these powerful night tracks bring in hints of solar harmonic energy; suddenly, you’ll have the impression to be dancing in broad sunlight, just to realise that it is only a musical illusion. Do not underestimate the pull of this album, but don’t be afraid by it either. Take off your shoes, shut your eyes and let yourself go into this trip, where there is no day or night and where daytime positive vibes complement the intensity of night melodies.

Get your copy here

Courtesy of Purple Hexagon Records

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The house loved by the wind

At nightime, the house is carried away by the wind.

The wind penetrates it

and takes it over and over.

The wind knocks the door

and pounds its way through

even if nobody answers.

As the wind enters,

the wooden floor creaks,

and this sound crosses

the large room from side to side.

The wind runs below the house,

through the space between the soil and the stilts,

making its way between the door and the windows

and circulating between the openings

on the opposite sides of the roof.

The wind caresses the bedek walls

and the bamboo furniture vibrates

as the air comes through.

The windows squeak with pleasure

and slowly the house swells.

It swells proud like a sail on a boat

racing fast through the ocean,

brought by the currents and the wind.

This continuous motion

annihilates its weight and,

in a gust of wind,

the house is lifted up in the sky.

Leaves and branches

sway among the air currents coming from the sea,

and this symphony of sounds

accompanies the house in its ascent.

Up there, surrounded by the stars,

the Big Red Full Moon welcomes it in the universe.

Red Moon

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